Giovane e promettente talento letterario, Ilaria Palmosi è alla sua prima prova da scrittrice con Le piccole cose della felicità.

 

  “So per certo che esiste un ordine per ogni cosa: i calzini sono in coppia, gli orecchini sono in due, dagli amori nascono i figli, dai figli i nipoti. E’ il cerchio della vita, così si dice.

Ma, ricordati, che c’è sempre una fessura nascosta da cui entra qualcos’altro.”

[Le piccole cose della felicità, 2014]

 

E alcune piccole cose della felicità sono anche quelle che ci racconta con un bel sorriso raggiante in questa intervista: sarà una gioia conoscere meglio l’autrice che sta dietro alle pagine.

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Ilaria, raccontaci come è iniziata la tua carriera di scrittrice.

Da piccola mi inventavo bugie megagalattiche per abbellire la realtà. Verso i tredici ho cominciato a scriverle e ci ho preso gusto. 

Perché scrivi?

Di solito perché è una cosa che non riesco ad evitare, un qualcosa di inspiegabile. Una passione, credo. Per me è come un grande amore: infatti nei momenti di delusione mi sento tradita come amante.

Il tuo romanzo d’esordio, Le piccole cose della felicità è appena stato pubblicato su Amazon in formato kindle: cosa ci racconti, senza svelare troppo della trama?

È una storia semplice, una riscoperta della vita per tutti i protagonisti: Doralice, Gilda, Riccardo e il piccolo Beo che è rimasto senza mamma. In fondo la vita è una ruota, bisogna avere la pazienza di lasciarla girare.

 

libro_ilaria palmosi_le piccole cose della felicità

 

Chi è Doralice? Cos’ha in comune Ilaria con Doralice?

Doralice ha molto in comune con le ragazze della mia età: precarie in tutto, nel lavoro, nei sentimenti, che crede di essere stata sfortunata. Invece, non sarà così: a volte le cose sono molto diverse da come sembrano.

C’è un personaggio del tuo libro a cui vuoi più bene?

Sono due, Gilda e Beo (Bernardo).

Soddisfatta del tuo libro?

Si, anche se credo sempre che il migliore sarà il prossimo.

Altri progetti editoriali in corso d’opera?

Si… ma non si dicono.

Quali sono i tuoi autori cult?

Vado a periodi: a vent’anni adoravo la Woolf e Pavese, poi gli autori del “teatro dell’assurdo” inglese. Ho avuto per molti anni una vera fissa per Niccolò Ammaniti e Milena Agus.

Ora aspetto di innamorarmi di nuovo.

Cosa stai leggendo ora?

Il bambino indaco di Marco Franzoso, e Il cardellino di Donna Tartt.

Gli altri due libri che hai sul comodino?

Come essere una brava moglie, di Emma Chapman, e Diario di una schiappa di Kinney.

THE LAUNDRY ROOM

Di cosa sei più orgogliosa?

Ma?! Forse di non aver avuto paura; paura di inseguire il mio sogno, paura di avere dei bambini, non credevo che avrei auto dei figli. Non ne volevo, non mi sentivo all’altezza invece, per fortuna, mi sono buttata. Altrimenti mi sarei persa il meglio.

In una vita precedente eri

Forse una pianista francese, ma se fossi stata un animale sarei stata un somaro.

Cosa farai da grande?

Quando si diventa grandi?

Se dovessi impacchettare la tua vita per andartene, solo con le cose che ami di più, cosa porteresti con te?

Le Gilmore girls, Manhattan di Woody Allen, la birra e i fonzie, quasi mi dimenticavo anche l’oky. Si può dire?!

Tre aggettivi per descriverti

Tenace, lunatica, tritaminchia.

Una città, per descriverti

Aix en Provence.

Un film per ridere

Delitti e misfatti di Woody Allen, la scena del somaro. Si muore dal ridere per davvero.

Un film per piangere

Nuovo cinema paradiso

Una canzone

La colonna sonora di Amélie, ovviamente!

Un concerto

A Venezia, Ennio Morricone in Piazza San Marco.

Il giorno più felice della tua vita

Non saprei dirne uno di preciso, quando sono nati i miei bimbi, ma anche a sei anni quando Babbo Natale mi ha portato quello che volevo da tanto.

L’errore che saresti orgogliosa di ripetere

Provare a fare lo scrittore.

Il sogno nel cassetto

Volare per davvero, con le ali però.

 

Potete scaricare Le piccole cose della felicità in formato Kindle su Amazon per soli € 0,99.

 

Interviewed on September 26th 2014, original version in Italian.