Intervista a cura di Martina Varnier.

Non ancora venticinquenne, Monica Barengo ha all’attivo già diverse pubblicazioni accompagnate dalle sue illustrazioni, incredibilmente delicate e a tratti ruvide.

A colpi di matita da forma alle parole di autori italiani e stranieri, e con lei abbiamo fatto due chiacchiere sullo stile e la dolcezza… accorgendoci che qui e là spunta anche il suo caschetto castano!

 

MONICA barengo

Ciao Monica, ti intervistiamo a ridosso della tua seconda pubblicazione “Un giorno senza un perché”.

Perché hai iniziato a disegnare? C’è stato un momento in cui hai pensato che saresti diventata un’illustratrice?

Non so nemmeno io perché ho iniziato a disegnare, ho sempre disegnato, fa parte di me. L’ultimo anno di liceo ho seguito un corso con l’illustratore Maurizio Quarello e ho scoperto un mestiere meraviglioso. Per spiegarvi cos’è per me l’illustrazione, potrei citare due frasi: “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”, lo diceva Paul Klee, e “The universe is made of stories, not of atoms”, di Muriel Rukeyser.

Così ho scelto di frequentare il corso d’illustrazione allo Ied di Torino e quando ho vinto la borsa di studio per frequentare gratuitamente i tre anni di corso, ho pensato, “forse ce la posso fare!”

Da allora non ho mai smesso di fare ricerca, di disegnare e di provare a far diventare questa passione un lavoro.

 

Torino, una città dal fascino antico e regale, un vecchio re sulla poltrona di un regno che non c’è più. C’è qualcosa della tua città natale nella grazia senza tempo delle tue illustrazioni?

Torino è una città bellissima e ne sono innamorata.

In realtà io abito in un piccolo paese in provincia di Torino, e nei miei disegni c’è poco e niente del mio paese, ci sono piuttosto i posti in cui mi piacerebbe andare.  

 

Un giorno senza un perché” è il secondo libro illustrato che nasce dalla collaborazione con Davide Calì. Come vi siete conosciuti?

Io e Davide ci siamo conosciuti allo Ied di Torino. Io ero al terzo anno del corso d’illustrazione e lui era nella mia commissione d’esame. Mi era sembrato che avesse valutato il mio portfolio in maniera superficiale, non ho pensato neanche per un secondo che il mio lavoro gli potesse interessare . Ho scoperto in seguito che si stava burlando di me: due giorni dopo mi ha spedito per mail Polline e da lì è iniziata la nostra collaborazione che continua tuttora.

illustrazione monica barengo illustrazione monica barengo illustrazione monica barengo illustrazione monica barengo

Sfogliando Polline – una storia d’amore si riesce a respirare il profumo dei fiori. Come sei riuscita a rendere con tanta delicatezza e poesia l’amore, la dolcezza e la malinconia?

Ho cercato quel profumo, volevo che si sentisse e sono felice di sapere che si sente davvero! In realtà non lo so come ho fatto, Polline sembrava davvero scritto per me, forse lo ha intuito anche Davide, e per questo me lo ha proposto.

 

Il tuo tratto è inconfondibile e crea delle atmosfere tanto impalpabili ed eteree quanto sospese e silenziose, che però arrivano dritte, forti e chiare agli occhi di chi guarda.

C’è una scelta tecnica e di stile a priori?

Quello che cerco è fermare un’emozione, la tecnica e lo stile sono al suo servizio, in continua evoluzione. 

un giorno senza un perche_monica barengo_illustrazionemonica barengo_illustrazione_librolibro_monica barengo_illustrazione

Sia la protagonista di Polline che il Signor I di Un giorno senza un perché sembrano figure gentili e dolci. Ti sei mai cimentata in progetti che non dovessero esprimere la bellezza e la poesia della vita e dell’essere umano?

Si, ma quando affronto personaggi come Polline o il signor I. posso esprimermi a pieno. Le storie che voglio raccontare sono popolate da personaggi tormentati ma gentili, un po’ sbadati e innamorati di quello che li circonda.

 

L’illustrazione ti piace pensarla più come un’arte da dedicare al mondo dei bambini o a quello degli adulti?

Secondo me è per entrambi, se ami le cose belle, se ami i libri, sfogliarli, immergerti nelle storie, non puoi non amare gli albi illustrati, che tu sia un bambino o un adulto.

 

 

 

Ispirazioni?

Sono una vera spugna! Davvero, prendo spunto da tutto quello che mi circonda. 

 

Il 2015 è appena iniziato. Tu hai solo 25 anni e sei già alla tua seconda pubblicazione. Progetti in cantiere per i mesi che verranno?

In realtà di anni ne ho ancora 24 😀 !

Sono alla mia seconda pubblicazione con Kite edizioni e Davide Calì, ma prima di quelli ho pubblicato anche un fumetto con l’editrice BeccoGiallo, Io so’ Carmela, e con Hop edizioni, La fine dell’amore – I nodi nei capelli.

Mentre in uscita a marzo c’è la versione illustrata del romanzo di Benito Perez Galdos, Tristana con la casa editrice spagnola Penguin Random House. Sto lavorando a nuovi progetti, ma è ancora presto per parlarne.

monica.barengo.ilustration monica.barengo.ilustration monica.barengo.ilustration

 

THE LAUNDRY ROOM

Matita o acrilico?

Matita.

Se non fossi stata un’illustratrice?

Una violinista.

Di cosa sei più orgogliosa?

Del mio lavoro.

Se dovessi impacchettare la tua vita per andartene, solo con le cose che ami di più, cosa porteresti con te?

Metterei in valigia tutti i miei sogni – sono tantissimi, rimane ancora poco spazio!

Una matita e un blocchetto di fogli, una bulletta nera (il mio cane) e un biglietto di sola andata.

Europa o America?

Europa, ma anche America.

Cani o gatti?

Cane, che si comporta da gatto.

Una colonna sonora per le tue illustrazioni.

These Days di Nico.

Un editore che ami e per cui ti piacerebbe lavorare.

Ti dico un editore che amo, Kite edizioni perché è la prima che ha creduto in me e non me lo dimenticherò mai.

Uno scrittore e un libro.

Quello che ho adesso sul comodino Charlotte di David Foenkinos.

Il giorno più felice della tua vita.

Quando ho visto Polline, il mio primo albo illustrato stampato.

L’errore che saresti orgogliosa di ripetere.

Intraprendere questa strada, perché è dura, ma ti regala tante soddisfazioni e se si rivelerà un errore, potrò sempre dire di averci provato.

 

Il sogno nel cassetto.

Impacchettare la mia vita e partire.

 

 

To follow Monica Barengo and her amazing work here’e her webpage.

 

Interviewed on 19th February 2015 by Martina Varnier, original version in Italian.