A Bologna si è conclusa da pochi giorni la quinta edizione di Cheap Street Poster Art Festival. Nato dalla determinazione di un team tutto femminile nel 2013, è un progetto indipendente che promuove la Street art come strumento di rigenerazione urbana e indagine del territorio: festival annuale e unico in Italia, che elegge a supporto privilegiato carta e colla, realizzando ad oggi complessivamente 22 wall e diverse migliaia di poster.

Ciò che mi attrae è l’idea di portare l’arte anche a chi non se ne sarebbe mai interessato. La forza principale della street art è proprio quella di essere un’arte per tutti. Mi sono resa conto che quando tu porti bellezza -che mi rendo conto essere un concetto molto soggettivo- porti anche contenuti o comunque degli spunti di riflessione alle persone”, così Elisa Visentini, una delle sei organizzatrici del Festival, mi spiega la volontà che ha spinto lei e le altre sue “colleghe” ad uscire per strada.           

“Nel corso degli anni, è rimasta invariata la struttura portante del Festival, ossia la coesistenza di due piani paralleli: da un lato una selezione di stimati guest artist che hanno un percorso interessante, italiani ma anche internazionali, invitati a realizzare grandi opere site specific modulati sul paesaggio urbano e periferico della città, dall’altro lanciare una Open Call internazionale.

Quello che ci interessa è coinvolgere attivamente sempre più persone possibili, estendere la partecipazione anche a persone non necessariamente nell’ambito della street art, quindi anche grafico, fotografico e illustrazione ed arti visive in generale”, racconta Elisa.

La Open Call trova spazio su circa 250 ex tabelle affissive disseminate nel centro storico, concesse dal Comune di Bologna grazie ad una convenzione per la gestione. Durante il resto dell’anno, attraverso il progetto Cheap on Board, questi stessi spazi ospitano un intervento al mese (in quattro anni quindi circa una sessantina) di poster art, curati dalle stesse organizzatrici del Festival, che li progetta in maniera indipendente o su commissione di altri operatori culturali del territorio.

Quest’anno ad aprire il Festival il Primo maggio, per la prima volta nello spazio urbano in Italia, sono state le Guerrilla Girls, collettivo storico newyorkese di attiviste femministe nella logica dell’anonimato. Per l’evento sono stati realizzati 25 poster – tra cui il famoso slogan “Le donne devono essere nude per entrare nel Museo Met?” –, ripercorrendo idealmente la storia della guerriglia semiotica portata avanti in questi primi 32 anni di attività con lo scopo di combattere le dinamiche sessiste dell’arte e non solo.

I poster, installati nelle ex tabelle affissive di via Indipendenza del circuito Cheap on Board, sono stati “attacchinati” grazie a una street action collettiva, che ha coinvolto decine e decine di persone di tutte le età con il volto coperto dalle iconiche maschere da gorilla, mettendo ancora una volta in discussione genere e ruoli, sistema dell’arte e spazio pubblico.

Il collettivo continua instancabilmente a protestare contro la predominanza maschile nel sistema dell’arte a colpi di giganteschi poster sia nello spazio urbano delle città di tutto il mondo, occupando muri, tappezzando bagni di musei, invadendo billboard sia con performance e mostre ospitate in gallerie e musei del calibro del MoMA, della Tate Modern e della Biennale di Venezia, dimostrando “che le femministe possono essere divertenti”.

In questa edizione del Festival i Main Artist invitati sono stati quattro: Stikki Peaches, affermato street artist canadese il cui tour europeo è iniziato proprio da CHEAP; Guerrilla Spam, outsider italiani e contestatori di professione; STMTS, nome di spicco della nuova generazione greca di street artist; Alberonero, poliedrico artista italiano il cui stile minimalista denota tutta la sua produzione di visual e public art.

Per quanto riguarda la Call for Artist invece il tema scelto di quest’anno è stato “Disorder, please”, per rompere l’ordine estetico fondato sulla dicotomia bello/brutto, decoroso/vandalico, legale/illegale. Più nello specifico, ai partecipanti viene richiesto di produrre un’opera in bianco e nero, in formato 70×100 cm, che può essere realizzata a partire da tre diverse tecniche: illustrazione, grafica e fotografia.

All’edizione 2017 hanno partecipato 690 autori provenienti da 42 paesi, i poster dei 266 autori selezionati sono stati affissi durante il Festival su un circuito di bacheche del centro storico. La partecipazione è assolutamente gratuita e i poster sono stampati a spese del Festival, per le prossime edizioni si può consultare il sito http://www.cheapfestival.it/festival/call/ .

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