Nolan Pelletier è un grafico ed illustratore originario del Connecticut e attualmente residente a Toronto, Canada, insieme alla moglie, Kaley Mckean, anche lei illustratrice. Conseguito il Bachelor in Design nel 2011 presso l’Ontario College of Art & Design, Nolan inizia a collaborare con alcune delle più importanti riviste degli Stati Uniti fra i quali New Yorker, New York Times, Village Voice e Boston Globe.

Appassionato di storia antica e moderna, di civiltà perdute e animali mitici, è molto frequente trovare dei gatti nelle suoi lavori. Per queste e molte altre ragioni ho deciso di intervistare Nolan Pelletier, ecco qui quello che ne è saltato fuori.

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Queer Country

Ciao Nolan, puoi descrivere quello che è stato il tuo percorso artistico come se fosse un viaggio avventuroso, descrivendo le tappe principali, i passaggi difficili ed i momenti di massima soddisfazione che hai incontrato fino ad oggi?

Mi sono diplomato alla scuola d’arte nel 2011 ed ho realizzato la mia prima illustrazione per il New York Times quella stessa estate. Da allora ho iniziato a collaborare con un numero sempre crescente di clienti lavorando come libero professionista. Nel 2017 ho ideato e realizzato da solo una pubblicazione gratuita in formato newspaper chiamata The Somnolent Garden Rambler. Il giornale ha avuto una ottima diffusione e mi ha portato diverse collaborazioni fra cui quella con la stilista Anna Sui.

Nel 2018 ho pubblicato il libro Mirror World, con lo studio californiano di stampa Risograph Tan and Loose.

Un aspetto che mi ha colpito dei tuoi lavori è l’infinita serie di riferimenti artistici che vi si possono ritrovare e che aumentano ogni volta che guardo un tuo lavoro. Oltre allo stile vittoriano e ad alcuni rimandi al cubismo di Picasso, io vedo molto altro. Una certa grafica psichedelica riconducibile agli anni sessanta americani soprattutto della West Coast… Quali sono i punti cardinali che muovono il tuo lavoro ed il tuo gusto estetico?

Fin da giovane amo collezionare oggetti d’antiquariato presi nelle botteghe e nei mercatini delle pulci. Sono particolarmente attratto dall’arte della metà del secolo scorso e anche dallo stile vittoriano. Scoprire il lavoro di grandi illustratori americani della East Coast come Naiad e Walter Einsel, Joseph Low e John Alcorn è stata una vera e propria rivelazione per me. Nel loro lavoro sono riusciti a combinare lo stile classico con un’estetica estremamente moderna ed io ho tentato di portare avanti questo tipo di rapporto fra il vecchio ed il nuovo.

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Trump Threatens a Good Neighbor

In un periodo come il nostro dove la grafica e soprattutto il design seguono la forte tendenza a lavorare per sottrazione, a fare lo sforzo di eliminare il superfluo e alleggerire gli occhi, il tuo lavoro si muove nella direzione opposta riempiendo ogni centimetro di spazio disponibile, aumentando i dettagli e le ripetizioni fino al massimo delle possibilità. Qual è quindi il tuo rapporto con lo spazio bianco del foglio e perché credi in una così totale pienezza e complessità delle illustrazioni?

Trovo divertente e stimolante guardare all’arte come ad un insieme di schemi e dettagli e c’è qualcosa di ipnotico nell’atto di ricreare questo infinito intreccio di elementi. Mi ricordo un brano in un libro sull’arte della decorazione vittoriana dove si sosteneva che un buon design dovrebbe replicare la complessità della natura. Il mondo esterno è infatti pieno di dettagli, di schemi e di movimenti quindi perché anche il design non dovrebbe esserlo?

In una tua precedente intervista ho letto che ami ripetere una citazione del grande regista Jim Jarmusch dove sostiene che “L’autenticità è inestimabile; l’originalità è inesistente”. Potresti spiegare cosa significa per te questa frase e perché la reputi così importante?

Ho dimenticato quella citazione! Penso che l’arte sia il riciclaggio di idee e di immagini che ispirano e quell’atto di riciclaggio crea sempre qualcosa di nuovo. Amo scoprire ed individuare le mie ispirazioni nel lavoro di altri artisti e vedere come anch’essi fanno lo stesso con le loro.

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Notre Dame 175th Anniversary

Da qualche anno stiamo riscoprendo la bellezza della carta attraverso la nascita e la diffusione continua di nuovi magazines e progetti editoriali su ogni tipologia di argomento. Premesso che amo questa vera e propria rinascita – e in essa vedo forse uno dei pochi spazi di sperimentazione sia di contenuto che soprattutto di grafica rimasti – vorrei sapere quali sono per te 3 magazines che reputi davvero interessanti.

The Smudge: mi piace sapere che ogni mese riceverò questa rivista nella mia cassetta della posta!

Clay Hickson e Liana Jegers riescono a raccogliere ed organizzare un grande roster di artisti. Il loro progetto è una vera e propria collezione di illustratori, stampata con grande cura da uno dei miei artisti preferiti, Clay Hickson.

FMR: ho diversi volumi della rivista realizzata dagli anni ottanta da Franco Maria Ricci con la sua classica elegantissima custodia in seta nera. Ogni volume è da sfogliare, e utilissimo nei momenti in cui cerco l’ispirazione per il mio lavoro. Il design ed il contenuto di questa rivista sono davvero senza tempo e tutto è da sempre confezionato con uno stile lussuoso e decadente.

Graphis: ho scoperto molte delle mie opere d’arte e di design preferite nei numeri arretrati di Graphis degli anni ’50 -’70. Li trovavo negli scaffali della biblioteca del mio college e da allora li ho collezionati per intero. Gran parte dei lavori che hanno caratterizzato ancora oggi risulta fresco e moderno. Graphis presenta una bel mix di arte contemporanea, tradizionale e popolare. Mi piace poter leggere un articolo su Pushpin Studios degli anni sessanta e di fianco avere articoli su “Wall-Paintings by Snake Charmers in Tanganyika.”

Quello che tu rappresenti è un mondo sognante, quasi onirico dove puoi trovare animali assurdi e fantasiosi insieme a uomini con il fumo nel cappello e donne dalle guance rosse e gli occhi grandi. Tutto questo dimostra una grande capacità di guardare la realtà con occhi diversi, di immaginare mondi e dinamiche lontane da quelle in cui viviamo. Se la tua fantasia avesse il potere di modificare la realtà e migliorarne alcuni aspetti, quali sarebbero i primi su cui vorresti intervenire, e come lo faresti?

Vorrei avere un grande progetto per la pace e l’uguaglianza mondiale, ma non è così.. Non ho ancora risolto questo enigma! Posso dire che per migliorare l’impatto estetico del mondo metterei fuori legge i cartelloni pubblicitari sulle facciate degli edifici. Rovinano i palazzi ed i negozi storici e sono spesso stampati male e super-brutti. Se tutti questi disegni fossero al neon o – ancora meglio – dipinti a mano, il mondo sarebbe molto più bello.

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What to Do About the Solomons?

In molte delle tue illustrazioni la parte tipografica rivestre una particolare importanza, e dimostri una grande conoscenza del lettering soprattutto per quanto riguarda i caratteri cosiddetti old style. Quale pensi sia il ruolo della parola all’interno di un’illustrazione e da cosa deriva questa tua passione per il lettering vintage?

Amo il packaging vintage e anche il revival del lettering stampato sul legno così come veniva prodotto nella metà del XX secolo. Penso che la tipografia ed il suo stile aiuti davvero a definire visivamente un periodo storico. Raccolgo oggetti cosiddetti effimeri del passato (stampe, opuscoli, poster, volantini, ecc.) e penso che il mio amore per la tipografia provenga – ed allo stesso sia continuamente alimentato – proprio da questo tipo di materiali.

Potresti descrivere la tua tecnica di illustrazione attraverso i passaggi e gli strumenti che di volta in volta scegli di utilizzare?

Lavoro digitalmente in Photoshop con una penna e un tablet Wacom. Agli inizi lavoravo con strumenti tradizionali, ma con il tempo ho scoperto che è molto più facile creare gli effetti che desidero in digitale. Ho trovato varie funzioni in Photoshop ottime per ricreare quelle che sono le mie tecniche manuali e mi piace la sensazione di controllo che questo programma mi offre. Ho un libreria digitale di pennelli personalizzati e trame che uso per colorare i miei lavori a cui oramai sono molto affezionato.

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Life Advice for Graduates

Il tuo mondo, quello che disegni e che rappresenti, comunica una sottile ma coraggiosa tranquillità, mi piace definirla una tranquilla felicità e, a mio avviso, questo sentimento arriva perfettamente allo sguardo di chi si trova di fronte ad un tuo lavoro. Per essere diretti, come pensi si possa definire la felicità nel mondo di oggi e come mai sembra quasi che chi si definisce felice deve vergognarsi di fronte ad una diffusa e martellante voglia di polemica e risentimento?

Grazie! È bello sentirtelo dire. Credo che nel mio lavoro sia giusto condividere quello che nel mondo esiste di bello, e di conseguenza tentare di creare un mondo dove, anche solo per un breve istante, siano annullate le difficoltà della vita. Ci sono sicuramente questioni politiche e sociali che mi preoccupano ma voglio pensare che la mia arte possa essere una breve via di fuga da queste tensioni. Per quanto mi riguarda, trovo decisamente molta felicità nel vedere e guardare gli aspetti grafici del mondo che mi circonda.

Credo che ognuno di noi, nell’arco della propria vita, si sia prima o poi imbattuto in un proverbio, un motto, una citazione a cui con il tempo si è affezionato, che ha avuto un ruolo nelle scelte della vita o che semplicemente aiuta nei momenti difficili o nel quotidiano lavoro professionale. Qual è dunque la frase con cui Nolan Pelletier chiude questa intervista?

A rischio di sembrare zuccheroso, rispondo con una citazione attribuita al monaco del XV secolo Fra Giovanni, ma probabilmente scritta negli anni ’10:

“La pace futura è nascosta anche in questo presente. Prendila. L’oscurità del mondo non è che un’ombra e la gioia è sempre a portata di mano. C’è luminosità e gloria nell’oscurità e noi dobbiamo solo guardarla e trovarla”.

C’è così tanta bellezza nel mondo ed in così tante forme diverse che questa citazione è per me sempre un buon promemoria per ricordarmi di tenere sempre gli occhi aperti.

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Smoke

THE LAUNDRY ROOM

  In quale epoca storica saresti voluto vivere?

Sono molto felice di vivere in questa nostra contemporaneità, ma se dovessi scegliere… mi piacerebbe vedere come era il mondo nella seconda metà dell’Ottocento (1870-1890)!

  Qual è il piatto che sai cucinare come nessun’altro al mondo?

A Toronto trovi pizze davvero pessime quindi mi piace cucinare la pizza nel tipico stile di New York con la pasta fermentata in casa.

  Nolan Pelletier dirige un film, quale sarebbe la trama?

Bird Island. 1910. Un giovane eredita una casa vittoriana infestata da fantasmi su un’isola al largo della costa del Maine e questa villa ha una grande voliera piena di uccelli esotici…

Una specie di horror psichedelico!

  Quali sono le 3 canzoni che ti fanno piangere come un bambino?

Cattle and Cane dei The Go-Betweens

These Things Happen dei Action Painting!

The Lady and the Lizard dei The Verlaines

  La cosa più lontana da te, quella che proprio non pensavi mai di poter far è …..

Non sono sicuro ma forse l’ho già fatta!

  Nell’amore le parole non contano, conta….

Ridere!

 

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France’s Transversal Approach to Financial Education

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The Sun Goes Down and the World Goes Dancing

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Shambhala Sun

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Political Machines

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Smart Technology

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Patch and Invitation