Once upon a time the boy bands, with their coordinated outfits, the twinkly dancings, the voices crammed with passion. Starting from the glorious The Jackson 5, the (less glorious) Menudo, the New Kids on the Block, the Boyz II Men, the Take That, the Backstreet Boys, the NSYNC, the Westlife, the Jonas Brothers and the One Direction, the last 40 years have seen a variety of music projects following one another, often mediocre and created by default by the record companies. They’re usually cuties, performing songs written for them, with the aim to make the girls dream.

one-directions-boy-band

Wikipedia supports this theory, defining the boy bands:

A vocal group consisting of young male singers, usually in their teenage years or in their twenties at the time of formation, singing love songs marketed towards young females.” 

Closing the circle, there’s no much space left to romance and imagination.

I do not think this situation has come to an end, even though it had constantly slowed down, in favor of indie projects related to electronic music, that gets more interest.

Pop music, therefore, is undergoing a physiological change, particularly with what concerns the bands. Leaving aside that huge market slide crushed by the dance/house music, there are still some interesting isolated cases. I don’t mean to ennoble this kind of music, I’m just saying that I’ve got a scoop: pop bands are now made up of musicians who actually know how to play. They take the stage, wield real instruments, and hold up during a two-hour concert. I know, it’s shocking!

Why this digression? Because I came across two pop bands that, on paper, would be defined as boy bands (playful, twentysomething cuties), but as regards quality they have made a breakthrough. Clearly I’m not talking about the New Tchaikovsky: pop was once synonymous with inanity, while today we can see real composing process going hand in hand with a cool marketing strategy. To me a perfect match, they actually can write and play, supported by cool gimmicks.the-1975-band_music

The 1975

The first one, The 1975, an English band formed in 2002 but formally signed as The 1975 ten years later in 2012.

The charisma of the frontman Matthew Healy helped the band to reach success, together with a shabby rock style and funky arrangements. After 4 EPs and 2 albums, The 1975 are still playing with sexy and mischievous lyrics. In their panorama there are also well calculated videos, and leather jackets on a naked tattooed chest: it’s a done deal. All this doesn’t mean they can’t make a decent album, on the contrary, and that’s proven with their presence on the stage of the biggest internationals festivals.

LANY

The second one, the Lany, debuted in 2014. A Californian project, that smells like sun and ocean, and perhaps coconut sunscreen too. They’re a dream pop band, adored by teenager fans. The lyrics seem to come from a seventeen girl notebook, full of broken hearts and young passion moments. Considering also the titles of their album –Kinda– and singles –Yea, Babe, no Way, Like You Lots, 4Ever the picture of the situation is that: a pimple on the chin and a heart explosion.

lany_music-bandIn this case too, the ace in the hole is the frontman, Paul Jason Klein: a former model (for the Los Angeles Next modelling agency), is evidently used to reflectors. I’ve been struck, not only by his attractiveness, but also by his talent as guitarist and pianist. I know, it wouldn’t shock me, but I’m used to the prejudice that pop music and boy bands overlap, and I’m very glad when I can see someone that’s actually able to play and perform without golden choreography or scenography.

There’s a chance for you, worldwide teenagers: there are several videos for you on the horizon without white pants and pouring water over chests.

I’m not a teenager anymore, but sometimes I listen to their albums, and I daydream never ending roads, longboards, knee high socks, summer nights, and cheeky boys holding a guitar being convincing musicians.

So please, don’t call them a “Boy Band”!

lany_music

In principio c’erano le boy band, con i loro outfit coordinati, i balletti ammiccanti, le voci zeppe di passione. Partendo dai gloriosi The Jackson 5, passando per i (meno gloriosi) Menudo, New Kids on the Block, Boyz II Men, Take That, Backstreet Boys, NSYNC, Westlife, Jonas Brothers e One Direction, gli ultimi 40 anni hanno visto susseguirsi una varietà di progetti musicali, spesso creati a tavolino dalle case discografiche e di qualità mediocre. Si è sempre trattato di performer bellocci, interpreti di canzoni altrui e designati a far sognare le ragazze di tutto il mondo.

Wikipedia avvalora questa tesi, definendo le boy band:

A vocal group consisting of young male singers, usually in their teenage years or in their twenties at the time of formation, singing love songs marketed towards young females“.

Il cerchio qui si chiude, lasciando poco alla poesia e all’immaginazione.

Questo fenomeno non credo si sia fermato, seppur abbia avuto una decelerazione continua, in favore di progetti più indipendenti e legati al mondo dell’elettronica, che suscita più interesse e “hype”.

La pop music, quindi, sta subendo un cambiamento fisiologico, in particolare nell’ambito dei gruppi. Tralasciando quella fetta enorme di mercato schiacciato dalla dance/house, rimangono dei casi isolati interessanti. Non voglio necessariamente nobilitare questo genere, quanto piuttosto dare una notizia bomba: le pop band ora sono formate da musicisti che sanno suonare. Salgono sul palco, imbracciano dei veri strumenti e tengono in piedi un concerto di due ore. Lo so, è scioccante.

Perché tutto questo preambolo? Perché mi sono imbattuta in due gruppi pop, che rientrerebbero sulla carta nella categoria boyband (carini, ventenni, categoria conunosguardotistendo), ma che in fatto di qualità hanno fatto un passetto in più. Ovvio, non sto parlando dei nuovi Tchaikovsky, ma di quel pop che una volta era sinonimo certo di pochezza, mentre ora nasconde un processo vero di composizione, unito ad una sana dose di strategia marketing. Sì, insomma, sanno scrivere e suonare, ma sono supportati da piccoli, furbi accorgimenti.

the-1975-bandThe 1975

I primi, The 1975, si sono formati nel 2002 ma hanno fatto il loro debutto discografico nel 2012.

Inglesi, con un look un po’ da shabby rocker, devono gran parte della loro fama al carismatico frontman Matthew Healy e all’attitudine funky negli arrangiamenti. 4 EP e 2 full lenght dopo, giocano ancora su testi beffardi e sexy. Aggiungeteci dei video fatti a regola d’arte, delle giacche di pelle su petti nudi e tatuati, ed il gioco è fatto. Nulla toglie alla capacità innegabile di saper confezionare degli album di tutto rispetto, tali da valersi un posto fisso nei grandi festival mondiali.

LANY

I secondi, Lany, hanno esordito solo nel 2014. Americani, con il sole e l’oceano nel cuore, sono quasi sicura sappiano di crema solare al cocco. Si definiscono dream pop, appellativo che le fan adolescenti prendono alla lettera. I testi nel loro caso sono veri e propri stralci da diario di una diciassettenne, zeppi di amori infranti e momenti di acerba passione. Se aggiungiamo il fatto che il loro album si intitola Kinda e i loro singoli Yea, Babe, no Way, Like You Lots, 4Ever, si ha un quadro più completo del mood brufolo sul mento, cuore in esplosione.

lany_music-bandL’asso nella manica sta anche qui nel frontman, Paul Jason Klein. Ex modello (nel roster di Next Models di Los Angeles), abituato ai riflettori, mi ha positivamente colpita non solo per l’evidente prestanza fisica, ma anche per il suo talento nelle vesti di chitarrista e pianista. Non dovrei stupirmi, lo so, ma avendo nella mente quel preconcetto che unisce in un unico calderone la musica pop e le boyband, quando vedo effettivamente qualcuno in grado di suonare e portare a casa una performance di tutto rispetto senza coreografie e scenografie hollywoodiane, me ne compiaccio.

Adolescenti di tutto il mondo, avete una speranza di uscire dal tunnel dei video costellati di pantaloni bianchi stretti e cascate d’acqua sui pettorali.

Io, che adolescente non lo sono più da un po’, ascolto ogni tanto i loro dischi, sognando ad occhi aperti strade infinite, longboard, calze di spugna fino alle ginocchia ed un mondo fatto di notti d’estate e di ragazzi in grado di imbracciare una chitarra con sguardo birichino ed essere assolutamente credibili.

Ora, però, non chiamiamole più boyband!

lany_the-1975_lyrics