Raise your hand if you actually would be able to find Eindhoven on a map!

I bet that if you could, it’s just because you flew once with Ryanair to go to Amsterdam: the Irish company has in fact in Eindhoven its Dutch headquarter. And I’m quite sure you didn’t take the chance to visit the small city.

Eindhoven is the headquarter of Philips, and for that called “the city of light”, but it’s also a reference point in the design world: here you can find many local designers and artisans, as well as Nacho Carbonell’s and Piet Hein Eek’s studios, both internationally renowned designers.

A further proof of what I’m telling you is Dutch Design Week, hosted every year at the end of October right here in Eindhoven that, in this occasion, changes completely. Since its very first edition in 1998, this event evolved, growing into a must-see for design addicts, and making Eindhoven more and more popular.

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In this occasion local designers open the doors of their ateliers, and designers from all the country arrive here to show their creations. Many spaces of the city –usually unused- are completely transformed and turned into pop-up stores, cafes and fancy restaurants, existing only during Dutch Design Week. In these days a lot of concerts, events and thematic exhibitions fulfills visitor’s thirst.

DDW highlights especially young designers. Research, innovation, and the experimentation, in one word, future, are the essence and the primary inspiration of this event. The interest in the development of new materials, the search for original forms and revolutionary ideas are the basis of design evolution and progress, and during a week this is showed up to all those who have the curiosity to come and see where creativity can take us. dutch-design-week-eindhoven dutch-design-week-eindhoven

The highest concentration of interesting and original ideas this year were definitely at Strijp-R and Sectie-C.

Piet Hein Eek’s studio is based at Strijp-R: in this occasion you could wander through the different pieces of furniture, peek into his carpentry workshop and discover how the designer is able to create unique pieces that combine wood and industrial recycling materials. This unusual combination results in chandeliers, tables and chairs with curious details, and thanks to the use of wood they can maintain a feeling of warmth and tradition.

dutch-design-week-eindhovenNacho Carbonell is the star of Sectie-C: his dreamlike works, made of innovative materials, were a must-see of the whole event, no doubts. The brand Wintervacht presented very interesting ideas, transforming old vintage-taste blankets  in ultra hipster coats; Jobprops makes remarkable and original metal pieces; and Sander Mulder with its geometric chandeliers and chairs.

A special mention deserves the ton of pop-up restaurants that were created for the event: from the rustic one, decorated with colorful shirts hanging from the ceiling, and the Siberian touch of eco-leather, to the bar with the fruit boxes all stacked up to the ceiling, creating different levels of seats and tables. Hard to imagine that before the creative intervention these spaces were only four white walls, and that they would have returned -unfortunately! – like that at the end of DDW.

So what are you waiting for? Go about your agenda and write down the dates of the next edition!

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Alzi la mano chi di voi sarebbe in grado di indicare su una mappa dove si trova Eindhoven!

Scommetto che chi effettivamente può farlo è perché per andare ad Amsterdam ha volato con Ryanair, che in Olanda ha come base principale proprio Eindhoven. Quanti poi si siano effettivamente fermati a visitare la cittadina, ho la certezza quasi assoluta che siano davvero pochi.

Eindhoven, oltre ad essere la città della Philips, è un punto di riferimento importante per il mondo del design: qui infatti, oltre a piccoli designer e artigiani locali, si trovano gli studi di designer riconosciuti internazionalmente come Nacho Carbonell e Piet Hein Eek.

A testimonianza di ciò ogni anno verso la fine di ottobre, la città si trasforma radicalmente per ospitare la Dutch Design Week. Sin dalla sua prima edizione nel 1998 l’evento si è evoluto ed è cresciuto fino a diventare una tappa obbligatoria per tutti gli appassionati di design, contribuendo a far conoscere la città di Eindhoven.

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Per l’occasione i designer locali aprono le porte dei loro atelier, e designer da tutto il paese vengono qui ad esporre le loro creazioni. Vari spazi della città che di solito non sono utilizzati vengono completamente stravolti e si trasformano in pop-up stores, caffè e ristoranti che rimangono aperti solo durante la DDW. Nei giorni della manifestazione concerti, eventi e mostre tematiche si susseguono riempiendo le giornate dei visitatori.

La DDW si contraddistingue per l’attenzione e lo spazio che dà ai giovani designer. La ricerca, l’innovazione e la sperimentazione, in una parola il futuro, sono l’essenza e l’ispirazione fondamentale dell’evento. L’interesse verso lo sviluppo di nuovi materiali, la ricerca di forme originali e idee rivoluzionarie sono alla base dell’evoluzione e del progresso del design, che per una settimana si presenta a chi ha la curiosità di venire a vedere dove la creatività ci può portare.

dutch-design-week-eindhovenNell’edizione di quest’anno Strijp-R e Sectie-C erano decisamente i punti nevralgici con la più alta concentrazione di idee interessanti ed originali. A Strijp-R ha sede lo studio di Piet Hein Eek: per l’occasione si poteva gironzolare tra i diversi pezzi di arredamento, intravedere il suo laboratorio di falegnameria e scoprire con che estro il designer riesce a creare pezzi unici che uniscono il legno a materiali di riciclo industriale. Questa combinazione insolita ha come risultato lampadari, tavoli e sedie con dettagli insoliti, ma che grazie al legno danno una sensazione di accoglienza e tradizione.

Nacho Carbonell è invece il designer di spicco della Sectie-C: le sue opere oniriche, dai materiali innovativi, costituivano senza dubbio una tappa obbligatoria nella visita dell’intera manifestazione. Altre idee interessanti che abbiamo trovato sono quelle del brand Wintervacht che trasforma vecchie coperte dal gusto un po’ retro in cappotti ultra hipster, le originali creazioni in metallo firmate Jobprops e le linee geometriche dei lampadari e delle sedie di Sander Mulder.

Una menzione speciale va agli innumerevoli ristoranti pop-up che sono stati creati per l’evento: da quello rustico decorato con camice colorate che pendevano dal soffitto e il tocco siberiano delle pelli finte come cuscini, al bar arredato con cassette della frutta impilate fino al soffitto, creando diversi livelli di sedute e tavoli. Difficile immaginare che prima dell’intervento dei creativi di turno questi spazi fossero solo quattro pareti bianche e che sarebbero tornate -purtroppo!- tali al termine della DDW.

Non ci resta che segnarci sul calendario le date della prossima edizione!