Scegliere sul mappamondo il primo posto da esplorare con la tua migliore amica.

Dove sei già stata, dove non ti interessa andare, dove sogni di avventurarti… Un fidato consigliere di viaggi ci dice che Luang Prabang è in assoluto il posto più incantevole di tutta l’Asia. Ok, la scelta è fatta, il viaggio si costruisce da lì.

Il Laos è un piccolo gioiello verde racchiuso tra paesi ben più grandi e famosi a livello turistico. Circa 6 milioni di abitanti, 240.000 kmq di superficie, e un maestoso fiume che lo attraversa, lo abita, ne scandisce i tempi di vita. 

Proprio dal fiume inizia il viaggio. Arriviamo a Chang Kong dalla Thailandia, dopo giorni di pioggia torrenziale, tuk tuk e sticky rice. La dogana è un’improbabile casetta sulle rive del Mekong. Sull’altra sponda si intravede la “dogana” laotiana. L’acquisto del visto, un timbro, una breve traversata su una canoa sottilissima che ondeggia sotto il peso degli zaini dei molti backpackers che si affollano sulla riva, e ci troviamo dall’altra parte.

Appena toccato il suolo del Laos veniamo imbarcati su una delle cosiddette slow boat, alternativa assolutamente da privilegiare rispetto alle fast boat, missili sparati a velocità altissime in cui adrenalina e terrore si fondono in un’unica cosa.

La slow boat diventa invece la tua casa per i due giorni di viaggio lungo il maestoso Mekong. La lenta navigazione ti permette di leggere, fotografare, salutare i bambini che dalla riva raggiungono le barche dei turisti per venderti una bibita, e di perderti ammirando chilometri e chilometri di vegetazione verdissima e così intricata che sembra non lasciar spazio ad alcuna presenza umana. Dopo due giorni di navigazione ed una sola sosta per dormire, ecco Luang Prabang, la città felice.

Ferma nel tempo, edifici coloniali, automobili arrivate direttamente da un’altra epoca, strade a malapena asfaltate. E la più grande quantità di monaci (o aspiranti tali) che potrete mai vedere in un unico posto in Oriente! Luang Prabang vanta infatti il primato del maggior numero di scuole buddhiste in una unica cittadina, quindi ragazzini in arancione ti circonderanno in ogni tempio e in ogni via.

Difficile scegliere cosa raccontare o consigliare di un posto così speciale, ecco la nostra personalissima selezione:

HOTEL 3 NAGAS 

Bellissimo edificio coloniale affacciato proprio sulla via principale (non che ce ne siano molte altre..) di Luang Prabang. Tre note di meraviglia:

  1. la camera con fiori e frutti mai visti prima lasciati ogni mattina sul comodino;
  2. le lenzuola più morbide che possiamo ricordare;
  3. la colazione in veranda con cestini di pane caldo e croissant, influenza forse di un colonialismo francese di cui la città sembra aver mantenuto le note romantiche.

L’HIBISCUS SPA and MASSAGE

Possiamo garantire di aver provato innumerevoli centri massaggi nei nostri viaggi orientali, ma L’Hibiscus vince su tutti, a partire dal profumo che ti inonda appena entri fino al tè fatto con infusione dei “fiori del Laos”, sottili fette essiccate di un frutto apparentemente simile ad un arancia ma in realtà al sapore di vaniglia.

GALERIE KINNALY

Ci siamo imbattute nella galleria di un fotografo americano innamorato dei volti laotiani.

NAGA CREATIONS

Naga Creations, a cui forse apparentemente non si darebbe affatto credito, regala delle perle nascoste a chi ha la pazienza di cercare… Braccialetti e ciondoli di ceramica disegnati a mano, calendari fatti di preziose tesserine di osso.

OCK POP TOK

Infine, addentrandoci per le vie di Luang Prabang, entriamo in quello che sembra un normale negozio di sciarpe e tessuti, se non che ci ritroviamo a chiacchierare con la proprietaria, nostra coetanea, londinese, che stanca della vita frenetica, poco più che ventenne si è trasferita in Laos, e con l’aiuto di una tessitrice laotiana ha aperto un posto assolutamente magico e imperdibile: Ock POP TokSi tratta di una grande casa coloniale trasformata in un centro di tessitura -per chi volesse si organizzano anche corsi e brevi lezioni- con un piccolo ristorante e due o tre deliziose camere in cui soggiornare con il rumore del fiume in sottofondo.

CIBO

Non ricordiamo Luang Prabang come il paradiso del buon cibo, ma alcune cose meritano di essere assaggiate. I già citati infusi con il fiori del Laos; le misteriose “palline di cocco” che cucinano in divertenti formine ad ogni angolo di strada; l’orribile alga essiccata del Mekong (!) da sgranocchiare come se fossero patatine fritte; e un buon sorso di BeerLao, famosa birra locale, e quasi un eroe nazionale, considerando che il suo logo viene stampato su magliette e vari gadget per turisti.

INCONTRI

Sembra un luogo comune dire che sono le persone a restarti maggiormente nel cuore. Ma è anche una grande verità. Quindi se vi troverete in questa magica città, svegliatevi all’alba, comprate da una delle anziane di strada biscotti e riso da offrire, e sedetevi lungo la via principale. Dal fondo della via vedrete arrivare una fila interminabile di centinaia di monaci, ragazzi e anziani, con vasi di rame a tracolla in cui raccolgono le offerte. In fila indiana, silenziosi nelle loro tuniche arancione brillante.

Forse è anche per questo che un anziano signore australiano incontrato in un tempio ci ha detto di essere stato decine di volte in Laos, e di essere lì per l’ultima volta per salutare i suoi amici prima di morire.

E, prima di partire, affrontate i 328 gradini per salire al Mount Phou Si. Il panorama è impagabile: pinnacoli di templi dorati che spuntano dalla foresta verdissima, e ovviamente il grandioso Mekong. Proprio qui sulla cima potreste incontrare qualche giovane monaco studente che legge e medita, e potrebbe chiamarsi Keo, che in laotiano significa “vetro”.

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