Now, you know that combination of nostalgia and happiness that strikes you all of a sudden, when you think back to the last beautiful thing that has crossed your path so far?

You are aware of the fact that it won’t come back with the same intensity. And sadness gets you. Somewhere I read that mankind is destined to be unhappy because life is a straight path, while happiness premises are founded on a cyclic course: it’s actually the promise of the repetition of these moments that makes us happy.

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Absolutely true. Even though I personally prefer to see life more as a series of Gaussian waves. There are sad moments and there are happy moments. It’s up to us to decide what we want to do with each one of them.

For a lot of people loss, sadness, suffering become precious catalysts of creativity.
For a lot and for Mike Mills, a Californian graphic designer, director, artist and occasionally gardener – besides being the husband of the beautifully complex Miranda July.
In the documentary Beautiful Losers (a gem you have to watch if you’re also into people whose eyes sparkle with life) Mills remembers how the lack of something becomes suddenly more endurable when you start creating with your own hands.
As if the creation itself would serve to fill up the hole, to make us feel less heavy. A bit like starting from point zero, learning more and more as far as we go on. And this is what Mills tells us with his movie Beginners.

If Beginners was an object, it would most likely be a swing. Or a roller coaster. Or both. A roller-swing. Or swinging-coaster. Happiness / sadness / happiness / sadness. Up and down. And you understand that the movement is the result of the alternations of these two parts, that if one of them was missing, we would be suspended. Still. Dead.

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I drank this movie in one breath, savoring everything all at once. From the soundtrack, to the colors, to the pauses, to the silences. And exactly like those shiny freckles that get stuck on your retina when you stare at something very bright for a while, it filled up my eyes entirely. And hasn’t left since.

Beginners is a story, actually two, that talk about falling. Falling in despair and falling in love. Almost impossible not to see your own reflection in it.

And while you watch, you feel watched back. Behind the mirror stands Mills, that describes himself firstly as a listener. In this movie though, he gently pulls you on the side and asks you to surrender. To accept the fact that you cannot and will never be able to catch and hold still everything that surrounds you. And he tells you all this with kindness, swinging you to blues, celebrating every single shade of this madness we feel when trying to grab life, the moment we understand we have no power over it. Then you feel understood. You vibrate at his same frequency. And start looking for a connection, to know more, to feel more.

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“So I discovered that big part of the movie is about his life, his affections, about him. That the name of Arthur the dog is in reality Cosmo – and that if I had a dog it would be a wicked name to choose. That the illustrations are Mills’ creations, sometimes realized together with Ewan McGregor. That the first day on set Mike put the two protagonists on a roller coaster to make them recall that emptiness that fills you up entirely, with excitement, fear and thrill while rushing up and down. And this only to have the chance to recreate it on set every time the chemistry was missing, only by pronouncing the two words ‘Magic Mountains’. A genius.”

 

That flip in the belly that Mills wants to keep vivid in our minds and gutts is just a way like many others to challenge gravity in order to feel free and alive. Just like a leap, a real rebellious act with which we let go one of the few certainties we have in life. A bit like surrendering, while still fighting. A subtle game of balance – a rope tight on a gorge to walk on in full vertigo, like balancing beginners.

text and illustrations by Alice Spadaro

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DI TRISTEZZE E FUNAMBOLISMI

Avete presente quella combinazione di nostalgia e felicità che ti prende all’improvviso, quando ripensi all’ultima cosa bella che ti è passata davanti?

Sai che non tornerà più con la stessa intensità e ti assale la tristezza. Da qualche parte ho letto che la specie umana è destinata all’infelicità perchè la vita ha un corso rettilineo, mentre la felicità presuppone un andamento ciclico: è la promessa della ripetizione di questi momenti che in realtà ci rende felici.

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Non fa una piega. Però personalmente preferisco pensare alla vita più come una serie di curve Gaussiane. Ci sono momenti tristi e ci sono momenti felici. Sta a noi decidere cosa fare con ciascuno di essi.

Per molti la perdita, la tristezza, la sofferenza diventano preziosi catalizzatori di creatività. Per molti e per Mike Mills, californiano, graphic designer, regista, artista e occasionalmente giardiniere – nonchè marito della splendidamente complessa Miranda July.
Nel documentario Beautiful Losers (un gioiellino da vedere assolutamente se anche voi siete appassionati di persone a cui brillano gli occhi) Mills ci ricorda come quella mancanza di qualcosa diventi improvvisamente più sostenibile quando inizi a creare con le tue mani. Come se la creazione servisse a tappare il buco, a farci sentire meno pesanti. Un po’ come riniziare da zero, imparando sempre più a mano a mano che avanziamo. E questo è quello che ci dice Mills con il suo film Beginners.

Se Beginners fosse un oggetto, sarebbe probabilmente un’altalena. O una montagna russa. O entrambe. Un’altalena russa. Gioia / tristezza / gioia / tristezza. Su e giù. E ti rendi conto che il movimento è dato dall’alternanza delle due parti, che se ce ne fosse solo una saremmo fermi. Immobili. Morti.

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Questo film l’ho bevuto tutto d’un fiato, dalla colonna sonora, ai colori, alle pause e ai silenzi. Ed esattamente come quelle macchiette che ti rimangono attaccate alla retina quando fissi qualcosa di luminoso, mi ha riempito gli occhi e non se n’è più andato.

Beginners è una storia, anzi sono due, che parlano di perdite. Di qualcun altro e di se stessi. Praticamente impossibile non vedersi riflessi. E mentre lo guardi, ti senti osservato.

Dietro lo specchio c’è proprio lui, Mills, che si considera un ascoltatore prima di tutto. In questo film però ti prende da parte e ti chiede di arrenderti. Di accettare il fatto che non puoi e non potrai mai afferrare e trattenere tutto quello che ti circonda. E te lo dice con leggerezza, a passo di blues, celebrando tutte le piccole sfumature di questa folle euforia che si prova nel tentare di afferrare la vita, nel momento in cui ci rendiamo conto di non avere nessun tipo di controllo. Allora ti senti capito. Vibri alla sua stessa frequenza. E cerchi un contatto, nel tentativo di sapere di più, sentire di più.

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Così ho scoperto che in realtà la storia nel film parla molto della sua vita, dei suoi affetti, di lui. Che il nome del cane Arthur e’ in realta’ Cosmo – e che se avessi un cane non sarebbe affatto un brutto nome da dargli. Che le illustrazioni che compaiono nel film sono creazioni dello stesso Mills, a volte completate a 4 mani con Ewan McGregor. Che il primo giorno di riprese Mike ha messo i due attori protagonisti su una montagna russa per creare quella sensazione totalizzante di vuoto – che in realtà’ e’ più’ un pieno. Di eccitazione, di paura, di euforia. E questo solo per poter pronunciare le due parole “Magic Mountains” ogni qual volta ci fosse stato bisogno di ristabilire la chimica sul set. Un genio.

Quella capriola nella pancia che Mills vuole mantenere vivida è in realtà un modo come un altro di sfidare la forza di gravità per sentirci liberi e vivi. Come il tuffo, un vero atto reazionario con cui decidiamo deliberatamente di abbandonare ogni certezza. Un po’ come arrendersi, pur continuando a lottare. Un gioco di equilibri – una corda tesa sul vuoto da percorrere in piena vertigine, come funamboli principianti.

testo e illustrazioni di Alice Spadaro