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Recentemente, un film ha fatto particolarmente parlare di sé, vuoi per l’insolita tecnica utilizzata per girarlo, vuoi per la trama, a metà fra il thriller e il drammatico: è Victoria, l’ultimo lungometraggio del regista e attore tedesco Sebastian Schipper.

Ambientato nella Berlino attuale, tra le strade del Mitte e di Kreuzberg, questo film è stato girato tutto d’un fiato, attraverso un’unica lunga inquadratura.

Tale tecnica, più specificatamente nota con il nome di piano sequenza, mette senz’altro a dura prova le abilità e la resistenza degli attori, che però si rivelano assolutamente all’altezza della situazione, riuscendo a coinvolgere emotivamente lo spettatore dall’inizio alla fine.

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140 minuti scivolano via con estrema leggerezza, presi dall’inarrestabile dinamismo delle vicende che, se inizialmente possono sembrarci quanto mai reali, successivamente prendono invece una piega più inverosimile, mantendo un tono rigorosamente adrenalinico.

La protagonista assoluta è Victoria (da cui prende appunto il nome il film), una ragazza spagnola da poco approdata nella capitale tedesca, alle prese con i tipici tentativi di adattamento e integrazione propri di un qualunque straniero trapiantato in un’altra città.

Spinta forse dal bisogno di socializzare ed essere accettata, o semplicemente dalla voglia di sentirsi vivi, Victoria si lascia coinvolgere in avvenimenti sempre più ai limiti della legalità, fino ad oltrepassarli.

Cosa succede effettivamente ve lo lasciamo scoprire direttamente dal grande schermo, certi che la trama potrà senz’altro essere oggetto di critica, ma siamo altrettanto certi di essere di fronte a un abile esercizio cinematografico particolarmente riuscito a livello tecnico.

Non a caso è stato presentato all’ultima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino ottenendo un premio, l’Orso d’argento per il miglior contributo artistico al direttore della fotografia.

Victoria, the last movie of the German actor and director Sebastian Schipper, has been rather discussed for the unusual shooting technique used to film it and for its drama plot.

It was shot in a single long take in Berlin, among the streets of the Mitte and Kreuzburg neighborhoods.

This technique, better known as long take, is for sure a good challenge for the whole cast that nevetheless has been able to endure the stressful rhythms.

140 minutes easily flow, characterized by a fluid dynamism and a sequence of events, strongly real at first, and then gradually more implausible.

The main character, Victoria (the name of the movie), is a Spanish girl who moved to Berlin, trying to adapt herself in the new context where she is living in. She will get involved in a series of illegal events, probably pushed by the need to be accepted or just by the desire to feel alive,.

If you are curious to know what happens exactly, we suggest you to watch the movie, and even if some doubts will get out about the plot, for sure it will be inevitable to admit that is a really well done movie about the technical aspects. It has also been presented at the 65th Berlin International Film Festival, winning the Silver Bear for Outstanding Artistic Contribution for Cinematography.

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