I poeti sono una categoria di persone fuori dal comune. Sanno giocare con le parole senza mancargli di rispetto e sono in grado di folgorare con appena una manciata di sillabe. Tra questi, Wisława Szymborska occupa senza dubbio un posto privilegiato, tanto nella mia libreria quanto nella lista delle persone di cui ammiro la capacitá nell’affrontare la vita. Nel suo caso, una leggerezza disarmante, contagiosa e tutt’altro che frivola.

WISLAWA SZYMBORSKA | Tra grazie e ironia

“Raccontare i propri sentimenti a degli sconosciuti è un po’ come vendere la propria anima. D’altro canto dà molta gioia.”

Ho conosciuto le sue opere solo recentemente – e aggiungo purtroppo, perché sono sicura che se l’avessi scoperta prima la qualitá delle mie giornate sarebbe aumentata notevolmente.

Nata a Cracovia tra le due guerre, ha iniziato a scrivere fin da piccolissima. Cresciuta in una famiglia di cultura e circondata da libri, giá a 5 anni si divertiva nel creare componimenti per il padre, che le regalava una moneta in cambio di ogni sua poesia piú bella. La gioventú, oppressa da occupazione nazista e socialista, é sicuramente la scatola magica da cui scaturisce questa dote di trasformare la realtá dura e cruda dell’esistenza in qualcosa di affascinante, epurata dalla patina della banalitá ma pur sempre vera e sincera.

WISLAWA SZYMBORSKA Tra grazie e ironia

“Che cos’ é la poesia?” 

“Mah, io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo, come alla salvezza di un corrimano”.

Quello che mi ha totalmente stregata peró, é stato scoprire che oltre a scrivere poesie, per tutta la vita si é dilettata nel produrre collages irriverenti e peculiari dall’immaginario disincantato e fantasioso – l’alter ego visivo della la sua produzione poetica. Questi venivano poi regalati durante le sue famose “pesche di generositá” o spediti in giro per il mondo ad amici o persone che Wisława ammirava particolarmente – uno venne recapitato anche a Woody Allen, di cui la poetessa adorava i dialoghi e il fatto che nei suoi film i personaggi leggessero ancora libri. Allen, a sua volta ammiratore delle opere della Szymborska, fu lusingato dal dono il cui significato, disse, era “molto più grande di tutte quelle statuette d’oro che danno nel cinema”.

WISLAWA SZYMBORSKA | Tra grazie e ironia

Le sue poesie, pur avendo un peso specifico enorme, appaiono semplici, dirette, fluide. Leggendole, sembra di avvertire i propri pensieri materializzarsi. Li puoi quasi toccare, semplici, cristallini. Perché Wisława le cose le dice con molta umiltá ma senza girarci attorno, con una combinazione di parole fatta su misura, densa di significato ma lieve come una farfalla.

Ironia e giocositá sono due aspetti che costellano tutta la sua esistenza, accompagnando e venendo ancor piú amplificati da quella leggerezza che la seguiva ovunque andasse: memorabili la sua passione per il kitsch, quella per la creazione di limerick o la mania di farsi fotografare sotto cartelli stradali dai nomi peculiari.

WISLAWA SZYMBORSKA

“Ti piace viaggiare?”, le chiedo molto dopo. “No. A me piace tornare”

Una piccola gemma da non perdere per capire a pieno la personalitá della Szymborska é il documentario La vita a volte é sopportabile, il cui titolo, spiegato dalla regista Katarzyna Kolenda-Zaleska, racchiude interamente la filosofia di questa grande donna: “È una frase venuta fuori in una piazzetta di Trieste, tra un sorso di caffè e una sigaretta: in uno di quei momenti in cui in lontananza si apre la vista sugli edifici antichi, si sente il mormorio del mare in sottofondo, i passanti si affannano dietro alle loro incombenze quotidiane, e noi con calma beviamo il caffè. Ecco, in quei momenti la vita è sopportabile.”

WISLAWA SZYMBORSKA

Wisława con il secondo grande amore della sua vita, Kornel Filipowicz