Lisbona è una città che non ha bisogno di grandi presentazioni, né di mappe troppo dettagliate. Basta semplicemente perdersi per scoprire in tutti i suoi angoli quella bellezza che ha ispirato scrittori e poeti e che difficilmente si dimentica una volta conosciuta.

La capitale portoghese non riluce solamente del suo passato glorioso. Soprattutto negli ultimi due anni, si sta trasformando in una città più moderna e cosmopolita, tanto che nel marzo di quest’anno ha inaugurato un nuovo Museo dedicato all’Arte, all’Architettura e alla Tecnologia: il MAAT.

Questo nuovo museo fa parte del progetto di Campus dell’arte della Fondazione EDP ed è in realtà l’estensione del Museo dell’Elettricità che vi sorge accanto e che ospita sia una mostra permanente sulla sua antica funzione di Centrale Elettrica che esposizioni di arte moderna in collaborazione con il MAAT.

View from the panoramic terrace over the Museum of Electricity

Il MAAT sorge sulla sponda del fiume Tago e dalla sua terrazza panoramica si ha una vista a 360 gradi sul ponte 25 de Abril, sul Cristo Rei e sui quartieri di Belém e Alcantara. Non a caso l’edificio, progettato dallo Studio Amanda Levete Architects, ha vinto il Design Prize 2017 assegnato durante la Design Week di Milano. A rendere l’edificio unico è la sua capacità di fondersi con il contesto anche grazie alla sua superficie bianca e lucida che ricorda la famosa calçada portoghese, e in grado di giocare con i cambiamenti di luce e con i riflessi del fiume.

Al momento della nostra visita le esposizioni in corso erano Utopia/Distopia (fino al 21 agosto) e Carlos Garaicoa. Yo nunca he sido surrealista hasta el día de hoy (fino al 18 settembre).

Utopia/Distopia è un viaggio nell’evoluzione di questo tema nel contesto della progettazione e riflessione dello spazio urbano sin dagli anni 70.

Il percorso si snoda tra stampe e sculture, con un focus particolare sul ruolo della tecnologia nello sviluppo della città moderna e nella costruzione del suo ideale. Tra le opere il disegno enigmatico di Alexander Brodsky e Ilya Utkin Wandering Turtle, l’acquarello di William Powhida What is the Contemporary?, e il collage Following Modern Geneaology di Kader Attia.

Alexander Brodsky and Ilya Utkin Wandering Turtle

William Powhida What is the Contemporary?

Following Modern Geneaology by Kader Attia

Tra le installazioni video da segnalare quella di Olivo Barbieri che con La città perfetta investiga la complessità del paesaggio urbano italiano in un cortometraggio fatto di fotografie aeree della costa Adriatica in cui risalta come il turismo e gli edifici industriali abbiano la meglio sul paesaggio naturale.

La sala ovale del MAAT è stata trasformata da Carlos Garaicoa in uno spazio quasi onirico in cui elementi di architettura urbana si fondono, grazie ad un gioco di luci e suoni in grado di creare una visione armoniosa, con elementi naturali.

carlos-garaicoa

Carlos Garaicoa. Yo nunca he sido surrealista hasta el día de hoy.