“Un proyecto siempre está hecho de esos momentos, de esos momentos diversos, de diversos fragmentos a veces contradictorios”

[Un progetto è fatto sempre di questi momenti, di questi momenti diversi, di diversi frammenti a volte contraddittori]

C’è un processo creativo, chiamato collage, in cui tutto sembra chiaro e confuso allo stesso tempo. La sovrapposizione di strati con origini disparate permette a Enric Miralles (architetto catalano, 1955-2000) e Simon Green (musicista e produttore britannico, in arte Bonobo) di sprigionare la massima espressione creativa.

Pur appartenendo a due mondi creativamente e geograficamente distanti, questi due artisti hanno in comune l’approccio alla creazione: entrambi raccolgono suggestioni visive e sonore da fonti tra loro apparentemente lontane e svianti, ma che formano la base di uno stimolo creativo. Le tensioni e le incongruenze che si instaurano tra i pezzi messi in gioco sono la materia prima dei loro progetti. I vari livelli, nel loro modo spontaneo di comunicare tra loro e con l’artista, diventano un veicolo per scoprire l’essenza delle cose, la loro natura, nascosta dai nostri – a volte troppo lucidi – sensi. Entrambi riescono a captare e rappresentare le vibrazioni; del contesto, di una suggestione, di un ricordo.

 

 

Miralles Bonobo Architecture Music2

 

 

Miralles con il suo modus operandi riesce a dilatare spazio e tempo, a rallentare i BPM e concretizzare più istanti in un unico foglio, a vedere i singoli elementi della composizione da un’altra prospettiva. Importante però è la direzione di lettura: sempre soggetta alla realtà sensoriale e quindi sequenziale, verso una direzione o un’altra. Questo percorso diventa quindi lo zoccolo del progetto, da arricchire, poi, con le suggestioni scaturite durante il viaggio.

Proprio come fa Bonobo nella sua Migration: tutto parte con un campionamento di un pianoforte ritagliato e ripetuto, sopra il quale si posano dapprima una manciata di note di un vero piano e successivamente tutti gli altri strumenti. Questi, sommandosi in un climax ascendente, danno un senso a questo spunto creativo. “L’idea va messa dopo, mai prima” diceva l’architetto in un intervista per il Croquis. E Bonobo sembra ascoltarlo.

 

 

Nella canzone, così come nel progetto per il parlamento scozzese ad Edimburgo, i vari frammenti della creazione sono paritari e distinguibili. Niente domina e tutto merita di essere enfatizzato e isolato per poter essere visto e ascoltato con più cura, nella sua individualità e nel suo rapporto col tutto. È proprio quando prestiamo attenzione a ogni parte delle opere che il tempo rallenta e riusciamo a sentire quello che hanno sentito loro prima di noi.

E si percepisce anche come ad un certo punto della fase creativa, non abbiano avuto più il controllo sul progetto e solo sperimentando siano arrivati a delle considerazioni ignorate fino a quel momento. Tutto cambia in base al punto di ascolto e di vista. Immergendosi in questo flusso continuo e indeterminato, si potranno vedere contemporaneamente dieci e più progetti distinti. Dall’altra parte però la ripetizione dei piccoli pezzi, riverberati e in scale diverse, fa scaturire quella sensazione di dejavù che rilassa e rassicura.

Parlamento1MirallesBonoboArchitectureMusic1

Structure on the outside of the Parliament

Parlamento2MirallesBonoboArchitectureMusic2

Design roof in the inside of the Parliament

Parlamento3MirallesBonoboArchitectureMusic

Contemplative Space in the Parliament

Questo iter decostruttivista porta inevitabilmente alla sorpresa; sia di chi esplora le composizioni di Miralles e Bonobo, sia degli stessi autori, che perseguono lo stupore, personale in primis. Nel progetto per il Cimitero di Igualada, l’architetto catalano riesce a sorprendere con stupefacenti espedienti architettonici, lungo un percorso discendente.

Un cammino artificiale e impattante ma così vicino alla naturalezza – un luogo impossibile da immaginare diversamente. I momenti di ombra e oscurità si intervallano a quelli di chiarezza e luminosità. Proprio come Second Sun, traccia in cui Bonobo alterna strumenti analogici e registrati a suoni artefatti e disturbati. Le pause e i silenzi sono tanto intensi da poter sentire la poeticità dei i rumori artificiali fuori campo.

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Igualada Cemetery

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Igualada Cemetery

Igualada Cemetery

L’opera finale è insita nella fase preliminare del collage. Quello che ci rimane da vedere, sentire, ascoltare e capire è il risultato, liberato dai dubbi del processo. Resta solo quello che è veramente importante, imprescindibile, chiaro.