It was with some curiosity that I arrived to Hamburg, as I had always heard – from whom had already been there – that it is one of the best cities in Germany, thanks to its high quality of life and its intense cultural life. The vastness of its port, the network of channels that unfold through the city, the symmetry and imposingness of its buildings, the bond between old and new – clear sign of a recent past that distinguishes the main German cities – are some of the endemic features that better identify the city.

Starting right from the port, it is possible to hop on the regular ferry services along the Elbe river to get an idea of the extension of the port itself, to visit (weather permitting) the urban beach and the rich mansions that embellish the hills in the surroundings. On Sunday morning, if you are early birds, you can get on the same ferry and get off in Altona, where you can assist to the weekly fish market.

If you would like a change of perspective and you would like to take an unusual walk, the Alter Elbtunnel was built in 1911 and it is still open to pedestrians: it is a jewel of art nouveau that will help you discovering the city from a different point of view.

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Leaving the Alter Elbetunnel behind and carrying on walking by the port – maybe while you are looking for a place to have lunch – you could start noticing several Portuguese flags hanging from the windows of the surrounding buildings, read the menu of restaurants called “Porto”, “Olá Lisboa” or “Casa Madeira”. No worries, you are not lost: welcome to the Portugiesenviertel, the neighbourhood that since the 1970s hosts the local Portuguese community. Also for those who “only-eat-typical-food” this is a valid suggestion to stop at least for the coffee, which is renown not to be the best among German drinks.

Walking around the center it is possible to observe different distinctive buildings such as the Town Hall (Rathaus), the Church of St. Michaelis and the Church of St. Nikolai. One of the most emblematic buildings of the city is the Chilehaus, thanks to its unique shape that resembles the prow of a ship and its decoration with maritime elements.

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The identity of the city is deeply linked to its port and in the Hafencity neighbourhood (literally translated: port city) it is possible to find its most iconic and representative architecture: the red brick buildings that now host offices, used to be the headquarters and warehouses of the shipping companies that here stored spices and goods.

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In January 2017, with the aim of regenerating the area, it will finally open its doors, after years of works, debates and controversial use of public money, the Elbphilarmonie, Hamburg new iconic building designed by the studio Herzog & de Meuron.

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Moreover, Hamburg offers several museums and art galleries, such as the Kunsthalle, historical museums such as the Internationales Maritimes Museum, or unconventional museums as the Miniatur-Wunderland that, thanks to its hidden hot details can turn out to be an unexpected surprise.

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É con una certa curiosità che sono arrivata ad Amburgo, visto che mi era sempre stata descritta da chi ci era già stato, come una delle migliori città della Germania, grazie alla sua alta qualità di vita e all’intensa scena culturale. La vastità del suo porto, la rete di canali che si snoda attraverso la città, la simmetria e l’imponenza dei sui edifici, il connubio tra antico e moderno – segno evidente di un passato recente che caratterizza le maggiori città tedesche – sono tra i tratti endemici che più identificano la città.

Iniziando appunto dal porto, si può approfittare del servizio regolare di traghetto lungo l’Elba, per farsi un’idea della sua estensione, visitare (tempo permettendo) la spiaggia urbana e le sue ricche mansioni che decorano le colline circostanti. La domenica mattina, se vi sentite particolarmente mattinieri, potete prendere lo stesso traghetto e scendere ad Altona, dove è possibile assistere al mercato settimanale del pesce.

Se invece volete cambiare prospettiva e fare una passeggiata diversa dal solito, l’Alter Elbtunnel, costruito nel 1911 e ancora accessibile ai pedoni, è una chicca art nouveau che vi farà conoscere la città da un altro punto di vista. Lasciandosi alle spalle l’Alter Elbetunnel e continuando a costeggiare il porto – magari alla ricerca di un posto dove pranzare – potreste accorgervi di diverse bandiere portoghesi che sventolano dalle finestre degli edifici circostanti, ritrovarvi a leggere i menu di ristoranti chiamati “Porto”, “Olá Lisboa” o “Casa Madeira”. Niente paura, non vi siete persi: benvenuti nel Portugiesenviertel, ovvero il quartiere che fin dagli anni 70 accoglie gli emigrati di origine portoghese di Amburgo. Consigliato anche a quelli che “io-mangio-solo-cibo-tipico”, anche solo per un caffè, visto che si sa che il caffè non è proprio ciò che di più buono esista in Germania.

Passeggiando per il centro si possono osservare vari edifici caratteristici come quello del municipio (Rathaus), la chiesa di St. Michaelis e quella di St.Nikolai. Tra gli edifici più caratteristici della città c’è la Chilehaus con la sua forma che ricorda la prua di una nave e i suoi motivi decorativi d’ispirazione marittima. L’identità portuaria della città trova nel quartiere Hafencity (letteralmente città portuaria), la sua più evidente rappresentazione architettonica: gli edifici in mattoni rossi oggi ospitano uffici, un tempo erano la sede delle compagnie marittime e depositi dove venivano riposte spezie e mercanzie. Nel tentativo di riqualificare questa zona nel gennaio 2017 aprirà finalmente le porte, dopo anni di lavori, polemiche e ampio uso dei fondi pubblici la Elbphilarmonie, nuovo edificio simbolo della città progettato dallo studio Herzog & de Meuron.

Amburgo offre inoltre diversi musei e gallerie d’arte, come la Kunsthalle, di storia come il Internationales Maritimes Museum, o musei decisamente diversi dal solito come il Miniatur-Wunderland, che grazie ai suoi dettagli piccanti nascosti, può rivelarsi un’inaspettata scoperta.