Sugli schermi italiani approderà il prossimo settembre con il titolo L’inganno, ma ha fatto già molto parlare di sé all’ultimo festival di Cannes. Stiamo parlando di The Beguiled, sesto film diretto da Sofia Coppola che, dopo il teenager thriller The Bling Ring, e l’incursione nel mondo dell’opera teatrale con La Traviata, è tornata a dirigere una storia tutta al femminile interpretata da Nicole Kidman, Elle Fanning, Kirsten Dunst e Colin Farrell.

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Dopo Marie Antoniette la Coppola si tuffa di nuovo nel genere storico, e riporta sullo schermo le atmosfere della guerra civile americana tra seduzione e inganni. The Beguiled (non) è il remake de La notte brava del soldato Jonathan, film del 1971 con Clint Eastwood nel ruolo del caporale nordista Jonathan McBarney, che viene trovato ferito gravemente ed accolto nel collegio femminile della signora Martha (Nicole Kidman). Sofia Coppola afferma che il film è piuttosto un nuovo adattamento del romanzo del 1966 scritto da Thomas Cullinan, di cui mantiene il titolo, The Beguiled.

La versione della Coppola conserva intatta la storia ma ne cambia il punto di vista, spostandolo sulle ragazze del collegio, sull’istitutrice e la sua assistente. Il film diventa così una sorta di inventario delle varie tipologie di relazioni sentimentali che possono scaturire tra le donne e il nuovo arrivato, in base alla loro età.

A Cannes la Coppola si è portata a casa la Palma d’Oro per la miglior regia, marcando anche un altro importante traguardo, non solo per sé stessa, ma per l’intero mondo del cinema, in particolare quello femminile: è stata infatti la seconda regista donna, nell’intera storia del festival, a vincere tale riconoscimento, dopo Yuliya Solntseva che se l’aggiudicò con The Chronicle of Flaming Years più di 50 anni fa, nel 1961. Senza dimenticare che il premio più prestigioso della kermesse, quello per il Miglior Film, è stato vinto in 70 anni di festival, solamente una volta da una regista donna: Jane Campion nel 1993 per Lezioni di piano.

Ma non è tutto oro quello che luccica: c’è già, infatti, chi al New Yorker grida allo scandalo sostenendo che

“She has no interest in the politics of the time, no interest in the social distinctions among the women in the house, no interest in the history that leads to the situation onscreen.”

Quindi se non le interessava rappresentare la Guerra Civile americana, sorge spontanea “the question of why she made a film about the Civil War at all.”

Ma non lasciamoci prendere dalle critiche e dalle polemiche di chi l’ha visto già, non ci rimane che aspettare per vedere e giudicare. In Spagna sarà nei cinema il 18 agosto mentre in Italia uscirà il 14 settembre, qui gli altri paesi.