With 5 nominations in the major categories, including Best Picture and Best Director, Arrival from director Denis Villeneuve (Sicario, Prisoners) is certainly among the favorites in this edition of the Oscars.

Arrival has quickly become a cult movie: critics have been heaping praise ever since it premiered at the last Venice International Film Festival -the same festival where was presented La La Land, its antagonist in the sparkling Oscar night.

Science fiction thriller on language and time, Arrival is another confirmation that the director Denis Villeneuve is undoubtedly one of the most interesting names in contemporary cinema. No coincidence that while waiting to know how many Oscars will be awarded his film, Villeneuve is already back in the editing room to assemble the sequel of Blade Runner, which hits theaters next year.

arrival-amy-adams

arrival-amy-adams-jeremy-renner

And now some trivias about the movie and the categories it’s been nominated for. The script comes from a science fiction short story, just like Blade Runner: this time it is not taken from multi-transposed writer Philip K. Dick, but from the Chinese author Ted Chiang, whose title is Story of your life. The same title was used at the beginning also for the movie, as long as the producers decided to change it because it provided “too many clues” about the plot of the film.

The editing had a crucial role during the post production: the movie had several structural problems after the first assembly work and this required to the editor Joe Walker a lot of work to make smarter some of the movie’s passages. In an interview he told how the same Villeneuve and himself will have striven to blend multiple scenes into one, without the viewer noticing anything, and they even invented some new sequences from already shot material. The trick in the resulting movie is truly invisible, and for that reason I think it’d deserve the Academy Award for Film Editing.

As for the cinematography, director of photography Bradford Young was in charge of it: the feeling that he wanted to convey was, in his own words, “those gray rainy Tuesday morning, when it’s early and you have to go to school.” I can confirm that the feeling is just that, and it helps a lot to empathize with the story of the protagonist.

The one who didn’t receive a nomination was the movie’s feature star, Amy Adams, that definitely offers a very high level performance. So far, she hasn’t won a golden statuette yet, even if she’s been already nominated five times for an Academy Award. Be careful Amy, DiCaprio curse is just around the corner!

 

 Here’s some behind-the-scenes pictures: feature stars Amy Adams and Jeremy Renner with director Denis Villeneuve

arrival-behind-the-scenes-amy-adams-villeneuve arrival-amy-adams-villeneuve

arrival-jeremy-renner

arrival-movie-amy-adams-villeneuve

Con 5 nominations importanti, tra cui miglior film e miglior regia, Arrival di Denis Villeneuve è sicuramente tra i favoriti a questa edizione degli Oscar.

Presentato allo scorso festival del cinema di Venezia (come l’altro suo concorrente in questa notte di statuette La La Land), Arrival è diventato sin da subito un film cult raccogliendo consensi unanimi a tutto campo.

Film di fantascienza sul linguaggio e sul tempo è l’ennesima conferma che Denis Villeneuve, il regista a capo dell’operazione, è senza dubbio uno dei nomi più interessanti del cinema contemporaneo. Non a caso proprio mentre aspetta di sapere quante statuette si aggiudicherà il suo film è di nuovo in sala di montaggio per assemblare il sequel di Blade Runner che approderà sugli schermi il prossimo anno.

Ma ora qualche curiosità sul film e sulle categorie in cui è candidato. Intanto la sceneggiatura è tratta da un breve racconto di fantascienza, proprio come Blade Runner, solo che questa volta non si tratta del pluri trasposto Philip K. Dick, ma bensi del cinese Ted Chiang e il cui titolo è Story of your life. Titolo che a lungo è stato lo stesso del film finchè i produttori hanno deciso di cambiarlo perché forniva “troppi indizi” per decifrare la trama della pellicola.

Il montaggio ha svolto un ruolo cruciale durante la realizzazione, il film una volta assemblato aveva parecchi problemi di struttura e questo ha richiesto molto lavoro da parte del suo montatore Joe Walker per agilizzare alcuni passaggi. In un’intervista ha raccontato come lui e lo stesso Villeneuve si siano ingegnati per fondere più scene in una senza che lo spettatore si accorgesse di nulla e perfino inventare alcune nuove sequenze a partire dal materiale già girato. Il risultato è davvero invisibile e solo per questo meriterebbe l’Oscar.

Per quanto riguarda la fotografia curata da Bradford Young, la sensazione che si voleva trasmettere è stata, parole sue “quei grigi martedì mattina di pioggia, quando è presto e devi andare a scuola”. Posso confermare che la sensazione è proprio quella, e aiuta molto ad immedesimarsi nelle vicende della protagonista.

Chi non ha avuto nomination invece è stata proprio la protagonista della pellicola, Amy Adams, che decisamente offre una performance di altissimo livello. Già cinque volte candidata ma finora non ha mai portato a casa la statuetta, attenta Amy, la maledizione di Di Caprio è sempre dietro l’angolo!