Una volta François Truffaut disse: “Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte.”

 

La musica ha avuto un ruolo decisivo nella vita di Valeria Bilello, già Vj di Mtv a 16 anni, l’inizio di una carriera tra

“grandi responsabilità e tanta leggerezza allo stesso tempo”.

E tra film e libri si racconta, Valeria Bilello oggi. La musica l’accompagna ancora, soprattutto durante i suoi viaggi. Destinazione: cinema.

valeria bilello

Milan, 2013 ©Giacomo Prestinari

Valeria, come stai?

Questa è una domanda davvero complicata!

La lascio per ultima.

Vediamo. *

 

Il primo ricordo d’infanzia.

Il primo in assoluto è della mia famiglia durante un pranzo, io non ero ancora in grado di stare a tavola e mi godevo la scena dall’angolo opposto della stanza. E’ un ricordo chiarissimo, eppure avevo due o tre anni.

 

Una persona, una sensazione, un ricordo che ti porti dietro dei tuoi anni da Vj?

Bagni di folla all’MTV Day, salire sul palco davanti a 80mila persone, l’adrenalina del conto alla rovescia prima delle dirette. Grandi responsabilità e tanta leggerezza allo stesso tempo.

I miei 18 anni, i volti delle persone con cui ho lavorato, alcuni giovanissimi all’epoca.

Su tutti quello di una VJ, Cristiana Paolucci.

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Cos’è cambiato? Cosa hai imparato?

Imparato molto: quando sono arrivata ad MTV non ero ancora maggiorenne, non sapevo nulla di televisione, il mio inglese era discreto, la mia conoscenza musicale anche. Dopo qualche anno ero preparata in tutto, avevo un tutor madrelingua e il mio addestramento da perfetta “host” si chiuse nel 2005.

Da allora è cambiato semplicemente il modo di vedere le cose, di lavorare, è come se non facessi più gli enormi sforzi di una volta, come se tutto mi riuscisse in modo naturale. Senza ansie da prestazione ecco!

 

 

Vieni da una lunga esperienza in televisione, che è sfociata poi nel cinema: in cosa sei impegnata ora?
Ho appena finito di girare l’opera prima di Ivan Silvestrini, si chiama “Come non detto”, racconta il coming out di un 25enne, io sono la sua migliore amica Stefania e ne sono innamorata.

Sarò anche nel film di Valeria Golino, “Vi perdono” e in autunno uscirà “Il Clan dei camorristi” in tv.

Tra qualche giorno volerò in un posto lontano per chiudere la trilogia di corti in collaborazione con Purple magazine diretti da Olivier Zahm e Can Evgin. E quest’estate sarò impegnata sul set, nuovamente!

Purple presents a film by Olivier Zahm&Can Evgin featuring Valeria Billelo wearing the Emporio Armani F/W 2011 collection at the Maison Louis Carré.

 

 

Da presentatrice a regista ad attrice: cosa ti appaga di più?

Tutte e tre le cose in modo diverso…

Della conduzione mi stupiva sempre il livello di concentrazione, l’avere tutto sotto controllo, dai tempi, agli interventi, alle interviste.

La regia nel mio caso rimane ancora un playground dove sperimentare.

La recitazione cambia ogni volta. Mi impressiona sempre quello che vedo in montaggio, non mi riconosco mai!

 

 

Sei sentimentale quando si tratta di scegliere una parte da interpretare?

A volte sì, sentimentale rispetto alla storia, e scelgo di farne parte. Altre volte lucidamente scelgo un ruolo perchè mi fa crescere, mi mette alla prova e ne esco piu’ forte.

 

 

Quando ti rivedi in un film, che succede?

Spesso passano molti mesi dalle riprese alla prima proiezione in sala, quindi mi vedo con un po’ di nostalgia, ma non amo riguardarmi quasi mai. Se sul set il regista mi chiede di farlo è una tortura!

Al cinema è diverso, ci si emoziona per il lavoro che si è fatto insieme, nella migliore delle ipotesi mi guardo come fossi un personaggio del film e basta. A tratti la mia voce diventa insopportabilmente familiare e mi imbarazzo!

 Tratto dal film “Happy Family” di Gabriele Salvatores, Colorado Film 2010.

 

 

Per molti anni sei stata tu a fare le domande, come ci si sente adesso ad essere -spesso- dall’altra parte?

Mi annoiano le domande degli altri, così come mi annoiavano alcune risposte.

I giornalisti e gli artisti sono pigri in fatto di interviste.

Ma in questo momento mi diverto!

 

 

Quale personaggio di quale libro ti piacerebbe interpretare?

Eli, una ragazzina vampiro da Let the right one in. Il film svedese è bellissimo.

 

 

Qual è la parte che preferisci del tuo lavoro?

La preparazione, il primo ciak, girare di notte, arrivare all’alba sul set. Tutto.

Tranne gli addii, alla fine del film, quelli no.

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Milan, 2013 ©Giacomo Prestinari

 

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Come vivi il viaggio, l’essere trasportata?

Nell’ultimo anno ho passato molte ore in transito, forse tre quarti del mio tempo. A questi livelli succede qualsiasi cosa in viaggio. Si dorme, si mangia, ci si cambia, si studiano le battute, si chiama la famiglia, gli amici, si prendono anche decisioni importanti mentre si è trasportati da una parte all’altra.

Si vedono anche molte cose. Impari a riconoscere i tuoi simili, quelli che prendono lo stesso aereo o treno un giorno sì e un giorno no.

Impari anche a fare le valigie in dieci minuti!

 

Se dico Milano-Roma?

Penso alla musica di Grimes che mi accompagnerà, ai film in coda su Itunes che potrei vedere e a come fare per evitare un’altra lasagna vegetariana di frecciarossa!

 

Come ti immagini da vecchia?

Buona, stanca, felice.

Con i capelli lunghi ma raccolti, farò delle passeggiate sulla spiaggia la mattina e moltissime torte!

 

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Come ti sfoghi quando ti arrabbi?

Non mi arrabbio quasi mai da un po’ di tempo a questa parte.

Ho dei ricordi di me che urlo come una matta. Qualcuno mi ha detto che divento rossa e mi si gonfia una vena sulla fronte.

Che orrore!

 

Cinema: autori cult?

Antonioni, Visconti, Paul T.Anderson, Malick, Godard, Truffaut, Fassbinder, Herzog.

 

Letteratura: libro consigliato?

Lettere luterane di Pasolini, Just kids di Patti Smith, Memorie d’una ragazza perbene di Simone de Beauvoir, L’anno del pensiero magico di Joan Didion, Non lasciarmi di Ishiguro Kazuo.

 

Arte e fotografia: due nomi su tutti?

Egon Schiele e Francesca Woodman

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Purple & Armani present VALÉRIA, a film by Olivier Zahm & Julien Carlier, featuring Valeria Bilello wearing the F/W 2012-13 Giorgio Armani collection in Istanbul, Turkey.

 

THE LAUNDRY ROOM

Di cosa sei più orgogliosa?

Di tutte le volte in cui sono stata ridicola e mi sono resa indimenticabile.

In una vita precedente eri?

Indubbiamente un gatto.

Se dovessi impacchettare la tua vita per andartene, solo con le cose che ami di più, cosa porteresti con te?

Le foto, tutte. Le cose di famiglia, i dischi.

Ma anche le scarpe, i film, i libri, i poster e miei bicchieri!

C’è una domanda che nessuno ti ha mai fatto in un’intervista ma a cui avresti sempre voluto rispondere?

Nessuno mi chiede mai della mia prima apparizione in tv negli anni Novanta. Avevo otto anni e partecipai a un quiz per bambini intelligenti arrivando in finalissima!

Il tuo scheletro nell’armadio.

Piede piatto e una carie. Può bastare?

Una tua mania segreta.

Aprire tutte le tende e controllare ogni singolo angolo nelle stanze degli hotel.

Tre aggettivi per descriverti.

Non so, mi viene in mente solo pigra!

Una città per descriverti.

Milano, NYC, Palermo.

Sono tre.

Tre film per ridere.

Stardust memories di Woody Allen, I Love You, Man di John Hamburg, qualsiasi cosa di Pierre Richard.

Tre film per piangere.

2001 Odissea nello spazio mi commuove sempre, Me and You and Everyone We Know, Casablanca.

Una canzone.

Plainsong, The Cure.

Un concerto.

Quello dei Pixies a Benicassim.

Il giorno più felice della tua vita.

La nascita di una bambina che si chiama Sofia.

L’errore che saresti orgogliosa di ripetere.

Farmi quasi arrestare sulla scritta Hollywood a L.A. mentre mi ci arrampico con i miei amici.

Il sogno nel cassetto.

Ammantarmi di grazia.

 

* Tornando alla prima domanda, sto bene grazie.

In divenire.

 

 

Per seguire Valeria Bilello, valeriabilello.com e su Tumblr.

Copyright images © Adriano Russo, Olivier Zahm, Giacomo Prestinari.

Interviewed on April 26th 2012, original version in Italian.