I read a book that made me feel light and heavy at the same time. All of it in just 20 minutes. Every single sentence a spark, and every spark a revelation. I closed the book and I felt different. As if I was struck by an electric shock – a mix of pride and restlessness. We should all be feminists says a lot in very few pages and should be distributed to everyone, inside that survival kit that we are still waiting since the day we came to life.

Chimamanda Ngozi Adichie

We live in times where using the word feminist feels a bit like walking on the proverbial eggshells – which too often end up smashed to pieces. Without mentioning the fact that everyone seems to have a clear opinion on whom or what should be called feminist or not. As if there was a series of rules to respect to be counted in – apart form the list to check in order to be a fully-fledged woman.

Chimamanda Ngozi Adichie dances on eggshells without breaking them, not even one. She writes about men, women, rights and respect, with tact and candour. Without frills she defines feminist all those people – men and women – that nowadays recognise the existence of a problem related to genre and decide to act in order to change the situation. Because we can and we should do better than this. Easy. Straightforward. True. What probably strikes me the most about this book is the sensitivity, the determined and subtle simplicity with which she addresses a topic so thorny and intoxicated by a heavy and negative baggage. And I couldn’t help but find myself in those words. And truly believe that we can DO better. That we ARE better than this.

zadie smith

Men, Women – two opposite worlds. We have different physical structures, hormones and needs. Nothing new about it. The real problem though is not our body differences, but the expectation with which we load each one of the two realities. It is difficult to unlearn all those gender lessons we absorbed since our childhood. Every day there’s a new challenge and it’s not always easy to do and say the right things. We need time, but we surely need first to understand how simplistic and outdated it is to live with the idea that certain qualities, behaviours, actions are supposed to be considered normal only if associated to a specific genre. All of this only to feel comfortably crushed in a normality that lines us up in pairs and by height. Being a man or a woman shouldn’t represent a reason for doing or not doing something. For being or not being someone.

ashley grahm

Ashley Grahm, model and body activist, tells us that we should learn to be our own role model. Definitely a powerful sentence. What attracts me the most though, is its added value. If your proud of who you are and how you deal with every small and big thing that happens to you, you feel strong. You shine and radiate positive vibrations that trigger a domino effect. And you end up with a series of positive role models that charge each others. Society, history, have always managed to separate women more than unite them. It is the time now to reverse this trend: we need to sustain, root for and urge each others. As Chimamanda perfectly puts it, while talking about her fellow writer and marvellous woman Zadie Smith “I’ve also really admired that she’s this brilliant woman who’s also a hot babe. I think it’s really important that brilliant women step out there and be hot babes.”

alicia keys

The world needs women. It always had – the big difference is that now the awareness of this necessity is spreading out. More and more women have the courage to raise their heads and speak up, encouraged by men who understand this is not a war between sexes. That we all win or we all loose. And if believing that this right of expression should be beyond genre and body differences makes me a feminist, then I am definitely in. I am a feminist and proud of it. Because words are important. And powerful. And even though actions are the ones that make a change, words can lift mountains.

 

text, illustrations and playlist by Alice Spadaro

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WE SHOULD ALL BE  FEMINISTS

Ho letto un libro che mi ha fatto sentire leggera e pesante nello stesso momento, il tutto in 20 minuti. Ogni frase una scintilla, e ogni scintilla una rivelazione. Ho chiuso il libro e mi sono sentita diversa. Come attraversata da una scarica elettrica – un misto di orgoglio e irrequietezza. We should all be feminists dice tantissimo in pochissime pagine e dovrebbe essere distribuito a tutti, all’interno di quel kit di sopravvivenza che stiamo ancora aspettando dalla nascita.

Chimamanda Ngozi Adichie

Viviamo in un’epoca in cui pronunciare la parola femminista  è un po’ come camminare sulle proverbiali uova – che troppo spesso finiscono strapazzate. Senza contare che tutti sembrano avere un’opinione ben precisa riguardo a chi o cosa possa definirsi femminista oppure no. Come se ci fosse una serie di regole da rispettare anche per questo – oltre alla lista da spuntare per sentirsi donne a tutti gli effetti.

Chimamanda Ngozi Adichie sulle uova ci danza e senza romperne nemmeno una. Scrive di uomini, di donne, di diritti e di rispetto, con delicatezza e schiettezza. Senza troppi fronzoli definisce femministe tutte quelle persone – uomini o donne – che riconoscono l’esistenza attuale di un problema di genere e decidono di agire per cambiare la situazione. Perché si può e si deve fare meglio di così. Semplice. Diretto. Vero. Quello che forse mi incanta di più del suo libro è a delicatezza, la naturalezza decisa e sottile con cui ti srotola davanti un tema spinoso e intossicato da un bagaglio negativo pesantissimo. E non ho potuto che ritrovarmici in quelle parole. E crederci che possiamo FARE meglio di così. Che SIAMO meglio di così.

zadie smith

Uomini, donne – due mondi totalmente diversi. Abbiamo strutture fisiche, ormoni e bisogni fisiologici differenti. E fin qui nulla di nuovo. Il vero problema però non è la diversità fisica, ma l’aspettativa con cui carichiamo ciascuna delle due realtà. È difficile disabituarsi a tutte quelle lezioni di genere che abbiamo assorbito fin da bambini. Ogni giorno ci si presenta la sfida, e dire e fare la cosa giusta non è sempre facile. Ci vuole tempo, ma bisogna prima di tutto capire. Capire quanto riduttivo e obsoleto sia convivere con l’idea che determinate qualità, comportamenti, azioni siano normali solo se associati ad un genere specifico. Tutto per rientrare in quella normalità che tanto ci conforta, mentre da dietro ci schiaccia e lo fa mettendoci in fila per due e in ordine di altezza. L’essere uomo o donna non dovrebbe rappresentare un motivo per fare o non fare qualcosa. Per essere o non essere qualcuno.

ashley grahm

Ashley Grahm, modella e body activist, ci dice che dovremmo imparare a diventare noi stessi i nostri role models personali. Una frase potentissima. Quello che mi attrae di più però, è il suo valore aggiunto. Se sei orgoglioso di come sei e di come affronti ogni piccola grande cosa che ti succede, sei forte e brilli. Emetti onde positive che scatenano un effetto domino a cascata. E alla fine ti ritrovi con una serie di role models che si caricano a vicenda. La società, la storia, hanno sempre diviso le donne più che unirle. È decisamente arrivato il momento di invertire questa tendenza: sostenerci, fare il tifo, spronarci a vicenda. Proprio come dice Chimamanda parlando di Zadie Smith – altra grande donna e scrittrice – “Quello che ammiro di lei è il fatto di essere questa donna brillante che è anche uno schianto. Penso sia molto importante che donne brillanti si facciano avanti nel mondo e siano anche delle strafighe”.

alicia keys

Il mondo ha bisogno di donne, l’ha sempre avuto – la grande differenza è che adesso si sta diffondendo la consapevolezza di questa necessità. Sempre più donne hanno il coraggio di alzare la testa e di parlare, sostenute da uomini che hanno capito che questa non è una partita dove ci sono vinti e vincitori. Che si vince tutti o nessuno. Se credere che questo diritto di espressione debba essere super generis mi definisce una femminista, allora ci sto. Sono una femminista convinta. E lo dico con orgoglio. Perché le parole sono importanti. E potenti. E anche se sono le azioni che cambiano il mondo, le parole possono sollevare le montagne.

testo, illustrazioni e playlist di Alice Spadaro